• Superiore, uguale, inferiore

    Superiore, uguale, inferiore

    L’uomo è un animale sociale. Viviamo insieme, in comunità più o meno grandi. A partire dai più piccoli nuclei di convivenza famigliare fino alle smisurate conurbazioni, siamo ormai più che abituati a vivere insieme. Migliaia di anni di questo comportamento hanno plasmato nei nostri geni comportamenti e regole dalle quali difficilmente oggi possiamo prescindere. Stando insieme poi siamo impegnati ogni secondo della nostra vita a comunicare qualcosa a qualcuno. Non possiamo non comunicare dice il primo principio della comunicazione ed è vero.

    Il punto a cui però voglio giungere oggi è: se in ogni comunicazione c’è una persona che trasmette e una che riceve, è possibile stabilire chi lo fa da un livello superiore e chi da uno inferiore? E se ci sono diversi livelli o gradini sui quali stanno le persone che comunicano, questo influisce sulla comunicazione?

    N.O.I. che lavoriamo nel campo medico siamo coinvolti in questa situazione costantemente.

    Quando un paziente si siede sulla nostra poltrona la comunicazione parte da un livello assolutamente impari. Ad un livello superiore ci troviamo noi che siamo in un ambiente e in un contesto che conosciamo e ci è familiare, mentre ad un livello inferiore sta il nostro paziente che arriva nel nostro studio con una serie di paure, di incertezze e di dubbi che si porta dietro. In questo caso se vogliamo veramente ottenere un livello di comunicazione di un certo tipo, dobbiamo cercare di scendere di un gradino e di permettere al nostro paziente di salire dal suo. Solo in questo modo ci troveremo in quel rapporto di uguaglianza che favorisce la comunicazione. In questo caso non sto solo parlando del tipo di linguaggio usato che a volte crea una vera e propria barriera. Ci sono circostanze in cui il modo di parlare e di interloquire con chi ci sta di fronte non permette il raggiungimento di un livello di uguaglianza che è fondamentale per raggiungere le condizioni ottimali per il dialogo. Capisco che ci siano delle situazioni in cui si voglia mantenere un certo grado di differenza tra chi parla e chi ascolta per dare un differente significato alle parole. Immagino la situazione in cui un genitore deve imporre in qualche modo l’uso di una regola piuttosto che l’adozione di un comportamento.

    Nel rapporto di comunicazione superiore, uguale, inferiore non c’è una situazione sbagliata in assoluto ma ci sono tante situazioni in cui è sbagliata la posizione che assumiamo a fronte di un contesto che non viene favorito dalle nostre scelte di comunicazione. Esercitiamoci a trovare la giusta posizione, il corretto atteggiamento per la situazione in cui ci troviamo e per il contenuto del nostro messaggio ma soprattutto per il risultato che vogliamo ottenere.

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