• Le belle cose di un tempo

    Le belle cose di un tempo

    Oggi, dopo 7 anni di onorato servizio, ho definitivamente abbandonato il primo scanner 3d per acquisire immagini tridimensionali all’interno della bocca dei miei pazienti. Nel 2009 è stato uno dei primi scanner di questo tipo arrivati in Italia. Era una novità assoluta, rappresentava il futuro e non posso dire che non abbia cambiato la mia vita odontoiatrica. Ed è forse per questo che un po’ mi spiace; non arrivo a commuovermi ma un po’ di nostalgia c’è.

    Ovviamente è già stato rimpiazzato con due scanner di ultima generazione, più veloci, più precisi, con più funzioni. Perché questo è il punto: il vecchio scanner funzionava ancora perfettamente, non era rotto e non aveva alcun problema. La sua unica colpa è stata quella di essere superato da nuova tecnologia. Una cosa che in questo settore è assolutamente inevitabile. Faccio ancora molta fatica ad abituarmi a questo modo di concepire gli oggetti che non è più legato alla loro utilità ma è legato alla differenza tra l’oggetto in questione e quello nuovo. Se la differenza supera una certa misura quello vecchio deve sparire. L’utilizzo dello strumento non è più legato alla sua utilità intrinseca ma alla differenza con un oggetto più nuovo e quindi più utile.

    Ho 6 macchine fotografiche digitali che coprono un arco di circa dieci anni. La prima come l’ultima non ha nemmeno un graffio, è nuova e tuttavia non mi sognerei mai di utilizzarla. Quella nuova è più utile, perché fa le stesse cose ma più velocemente e meglio. Adesso però arriva il colpo di scena: ho una chitarra elettrica che ha 55 anni, con qualche graffio, qualche ammaccatura, un po’ di decolorazione, un leggero ma persistente ronzio quando è in funzione, uso un amplificatore che ha la stessa età , che pesa una tonnellata e che scalda come una stufa ma non li cambierei con nessun nuovo strumento al mondo. Ce ne sono di nuovi ma non possono competere con l’emozione che dà l’utilizzo di un oggetto con tanti anni sulle spalle. Ci penso e so che c’è un nesso, o una spiegazione per questo ma non riesco a trovarla.

    Forse tutto dipende ancora una volta da noi stessi e da come decidiamo che le cose debbano procedere nella nostra vita, o forse il mondo che cambia a volte ci costringe a cambiare rapidamente con lui mentre a volte ci lascia in pace dandoci l’illusione che possiamo ancora contare sui bei vecchi tempi. Per adesso io, non sapendo scegliere, tengo buone entrambe le situazioni.

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