• L’Attesa

    L’Attesa

    Oggi un post breve, non ho tempo, non sono a casa. Sono seduto nella sala d aspetto  di un centro medico e sono in attesa di una visita, da più di mezz’ora. Mi chiedo se anche i miei pazienti, non quelli dello studio in generale, ma i miei in particolare, provano le stesse sensazioni. Fa troppo caldo, le poltroncine, all’apparenza comode, non mi permettono di trovare una posizione mantenibile per più di due minuti, i giornali e le riviste appartengono al decennio precedente, ci sono due o tre libri d’arte regalati dalle banche a Natale interessanti come un cartello stradale. Ho sfogliato tutto il possibile, ho guardato in giro per la stanza e fuori dalla finestra, ho pensato a quello avevo da fare cercando di fare un programma, ho controllato la bacheca di Facebook, rivisto le mail. Adesso non so più cosa fare e mi annoio, a morte. L’inerzia, la possibilità di avvertire il proprio peso sulla schiena o meglio sul fondo della schiena, la consapevolezza di non potere in alcun modo porvi rimedio, stanno lentamente ma inesorabilmente trasformandosi in astio. Sto cominciando ad odiare colui che mi ha dato appuntamento emi sta costringendo a questa tortura, il dottore! Sto cercando in tutti i modi di trovare un motivo per discolparlo ma davvero mi è impossibile Come potete immaginare, so bene che la medicina non è una scienza esatta e che a volte i tempi si possono dilatare a dismisura. Lo so ma non posso fare a meno di essere annoiato. Posso cercare di trasformare la noia in pigrizia, in ozio volontario e sereno ma ormai è troppo tardi. La spina fastidiosa si è puntata nella schiena e starò bene solo quando potrò uscire da qui. Capisco ora lo sguardo omicida di certi miei pazienti, dissimulato solo in parte, che vorrebbero saltarmi al collo e strozzarmi con le loro stesse mani. È quello che farò io tra poco…oppure, visto che si tratta di un bravo e coscienzioso medico, farò finta di nulla, forse. Lascia un commento →

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