• Il Sapiente Digitale

    Il Sapiente Digitale

    Spesso nei miei corsi o durante le conferenze mostro il video che racconta come Mark Prensky nel 2001 abbia coniato il termine di Nativi Digitali, in contrapposizione con gli Immigrati Digitali, per descrivere i ragazzi nati tra il 1990 e il 2000 e cresciuti con una dieta mediatica a base di connessione a Internet, e-mail, messaggi e giochi online. L’ho sempre trovato divertente e istruttivo tuttavia, anche se questa distinzione fa ancora parte del dibattito sui Social Media, mi sembra che ormai il passaggio sia verso l’individuazione di un’altra categoria ben più importante…quella del Sapiente Digitale.

    Il Sapiente digitale è quella persona che è in grado di superare i tre livelli che limitano l’accesso alle nuove tecnologie e che sanno trarre dei vantaggi dal loro utilizzo.

    Al primo livello troviamo infatti la capacità di avere competenze operative, in altre parole, l’insieme delle competenze necessarie per operare con un computer e la rete. In pratica: sapete accendere un computer e schiacciare sull’icona di Internet?

    Al secondo livello si trova la parte che riguarda le competenze informazionali, cioè la capacità di cercare, selezionare e processare informazioni tratte dal computer e dalla rete. In pratica: sapete cercare un’informazione? E dopo che avete trovato migliaia di informazioni, sapete decidere qual’è la più affidabile e quindi utile per il vostro scopo?

    Al terzo livello si inseriscono le competenze strategiche che consentono di raggiungere specifici obiettivi e, in termini generali, di migliorare la propria posizione all’interno della società. In pratica: sapete utilizzare le informazioni avute per raggiungere l’obiettivo che vi eravate prefissati?

    Paradossalmente, in un’epoca in cui c’è un’enorme abbondanza di informazioni, ci troviamo ad avere a che fare con il più grande fenomeno di disinformazione mai conosciuto dall’uomo. La quantità non ha di certo sostituito la qualità delle conoscenze che possiamo sperimentare e le conseguenze di questa mancanza di qualità possono portare a effetti negativi devastanti. Sia che si tratti di informazioni a favore di una causa o contro un’altra, sia che si parli di guerra fra i popoli o si parli di come giudicare il lavoro o l’offerta di un servizio professionale, siamo in balia di una mole smisurata di informazioni. Il problema è che non ci possiamo lamentare e non possiamo giustificarci. L’unica cosa che possiamo fare è diventare sapienti; acquisire i mezzi necessari per identificare, con la nostra testa, le informazioni più libere e più utili alla comprensione. È necessaria un’enorme capacità di ascolto e una altrettanto grande capacità di ragionamento critico prima di tutto verso noi stessi.

    Essere sapienti significa avere molte cognizioni acquisite con lo studio ma anche avere i mezzi per approfondire queste cognizioni con l’esperienza, la meditazione, la riflessione, la cultura.

    Un Nativo Digitale sicuramente avrà la conoscenza del mezzo, mentre un Immigrato Digitale sarà sicuramente più incerto sul mezzo da utilizzare ma porterà con sé una grande capacità di mettere a frutto l’esperienza di due modi diversi di interpretare le cose. Come sempre la verità sta a metà della strada. L’incontro di due modi di vivere e la condivisione di competenze ci faranno diventare più saggi.

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