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    Feedback

    Feedback è la parola di cui voglio parlare in questo articolo. Per una parola inglese ve ne dico quattro in italiano: risposta, reazione, ritorno di segnale, retroazione. Forse adesso comincia ad essere più chiaro.

    Abbiamo bisogno di feedback, soprattutto quando comunichiamo o quando facciamo qualcosa. Come possiamo sapere se abbiamo ottenuto l’effetto desiderato? Come possiamo vedere se la persona o le persone alle quali abbiamo chiesto, comunicato o insegnato qualcosa, hanno reagito in modo positivo o negativo o indifferente alla nostra comunicazione? Abbiamo bisogno di feedback. Non sto parlando solamente di una risposta diretta. In molti casi il feedback non è immediato nel tempo oppure non proviene direttamente dalla persona coinvolta nella comunicazione ma proviene dall’effetto che la comunicazione ha (o dovrebbe) avere provocato.

    Se dico ad una persona di lavarsi i denti non ho comunicato nulla a meno che io non abbia la possibilità di verificare quello che ho detto valutando la sua risposta. Una risposta immediata potrebbe arrivare direttamente dal paziente in questione che mi assicura che farà esattamente ciò che ho detto. Una risposta meno diretta, ma anche più efficace, potrebbe arrivare da un secondo controllo a distanza di tre mesi per verificare se quello che ho comunicato ha sortito effettivamente l’effetto di avere denti più puliti in quel paziente.

    Dobbiamo preoccuparci quindi di ottenere sempre dei feedback ma dobbiamo anche essere sicuri che il feedback ci dia realmente la risposta o ci confermi l’effetto che ci eravamo proposti all’inizio.
    Un altro aspetto riguarda la possibilità che abbiamo sempre di “interpretare” il feedback. Spesso la tendenza è quella di porre l’attenzione sulle risposte che ci piacciono, cercando di eliminare o di sottostimare le risposte che ci fanno meno comodo o che non confermano la nostra idea iniziale. Questo atteggiamento, non solo non è produttivo ma può essere potenzialmente molto dannoso. Non è produttivo perché rischia di farci sprecare energie nel continuare a fare azioni che non portano al risultato desiderato. Può essere pericoloso perché considerare solo i feedback che ci fanno comodo può condurci su percorsi sbagliati e potenzialmente dannosi.

    L’ultimo aspetto che vorrei considerare riguarda le modalità attraverso le quali riceviamo il feedback. Cerchiamo di andare a fondo nel capire la risposta che abbiamo ricevuto. Analizziamo in tutti i punti, ascoltiamo, critichiamo; l’importante è che non scusiamo. Non perdiamo tempo a cercare scuse che non ci devono essere. Accettiamo ciò che ci viene offerto come un dono prezioso, mettiamo in moto il cervello e ripartiamo con nuove azioni più mirate, importanti e sicuramente più efficaci.

    Cosa ne pensate? Mi mandate un feedback? Grazie.

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