• Elogio della Fantasia

    Elogio della Fantasia

    Tra pochissimi giorni a Las Vegas prenderà il via una delle più grandi fiere dedicate alla tecnologia in generale e al mondo dell’elettronica in particolare. Leggo sempre i vari articoli di presentazione e leggerò tanti report per capire quali sono i trend e le nuove strade intraprese da un settore che ogni volta promette di cambiarci la vita e in alcune occasioni lo fa veramente.

    Tuttavia voglio fare alcune considerazioni. La prima riguarda il fatto che tante tecnologie fanno fatica a svilupparsi veramente e a cambiare il nostro modo di vivere in mancanza di una legislazione a riguardo. Io mi ricordo quando FIAT produceva auto catalitiche da vendere in Svizzera (dove erano già obbligatorie) e vendeva auto non catalitiche in Italia dove ancora non era stata fatta una legge in tal senso. La tecnologia più pulita c’era già ma, non essendoci una legge che “obbligava” ad adottarla, non poteva espandersi come avrebbe potuto e dovuto. Oggi penso che se per un miracolo i governi decidessero di mettere al bando le auto a benzina entro tre anni (miracolo appunto), in pochi mesi vedremmo fiorire auto elettriche dalle prestazioni eccellenti, con autonomia di centinaia di chilometri e con batterie che si ricaricano in 5 minuti.

    Perché questo è forse l’aspetto più interessante delle nuove tecnologie. Le soluzioni e la possibilità di produrre tecnologie esistono già. Manca solo che venga definito il problema che queste tecnologie dovrebbero risolvere. Per migliaia di anni l’uomo è stato abituato a identificare un problema e in seguito a ideare e creare la tecnologia per risolverlo. Banalmente quando si trascinavano faticosamente le cose, a qualcuno è venuto in mente che un oggetto tondo avrebbe risolto il problema inventando quindi la ruota.

    Oggi non è più così. Per la prima volta nella storia dell’uomo abbiamo, in teoria ma anche in pratica, soluzioni per problemi che ancora non abbiamo identificato. La tecnologia e le sue soluzioni viaggiano ad una velocità alla quale l’uomo non riesce a stare dietro. Questo problema stravolge completamente il concetto lineare di chi da sempre è abituato a identificare un problema e a trovare la soluzione. Queste persone hanno la necessità di avere un cervello estremamente logico e razionale in grado di elaborare schemi attraverso i quali giungere ad un risultato in seguito ad un processo di analisi delle componenti in gioco. Lo stravolgimento obbliga a coinvolgere persone che siano meno capaci di affrontare un tipo di ragionamento logico e lineare, che siano in grado di mettere in moto meccanismi meno logici e meno razionali facendo appello alla parte di cervello, quella destra, in grado di elaborare pensieri complessi, che tendono a procedere per traiettorie curve, su più piani, spesso tralasciando dettagli tecnici a favore di idee più aperte e irrazionali che guardano al risultato ipotetico e meno sistematico e metodico.

    In una parola, oggi ci serve tanta fantasia. Perché solo con la fantasia e con l’arte ad essa connessa, possiamo permettere al nostro cervello di immaginare problemi per soluzioni che sappiamo già esistere nel mondo razionale della tecnologia. Avere miliardi di sensori installati su miliardi di apparecchiature e addirittura sulle persone, permetterà tra pochi anni o mesi di avere a disposizione miliardi di miliardi di dati (chiamati Big Data) dentro ai quali sono contenute migliaia di soluzioni per piccoli o grandi problemi, la maggior parte dei quali ancora non sono stati identificati. Avete mai pensato a quanto potrebbe essere difficile oggi essere uno scrittore di fantascienza? Immaginare un mondo sapendo di poter essere smentiti o addirittura superati magari nel momento stesso in cui si sta scrivendo. Solo alcuni decenni fa, andare sulla luna era un sogno, oggi, andare su Marte è una scelta. Possiamo andarci ma dipende da quanto ci conviene e da che tempi ci siamo dati e da cosa speriamo di ricavarne. Abbiamo idea di cosa significa vivere in un mondo così? Io sono sicuro che un po’ ci stiamo pensando tutti, perché questa situazione, che ci si presenta ormai quotidianamente, ci obbliga a porci delle domande e a trovare in fretta delle strategie per sopravvivere iqui ed ora senza sprecare la vita a rimpiangere quello che non c’è più.

    Questo lavoro di fantasia è uno dei motivi per cui io penso valga la pena vivere in questo mondo oggi.

    Senza lamentarsi di cose che non ci saranno mai più ma con l’entusiasmo di chi non vede l’ora di avere un problema per scoprire che è già stato risolto.

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